lunedì 5 dicembre 2016

Morto un cazzaro, se ne fa un altro



E così, il Cazzaro Fiorentino® (*) è stato mandato a casina sua, a Pontassieve, assieme alla brava e fedele mogliettina e a tutta la sua famigliuola. Impareggiabile, ieri sera, la commozione di Matteino mentre, annunciando le sue dimissioni dopo la spaventosa pedata nel deretano che gli è stata ammannita, ringraziava l'Agnese sapientemente inquadrata per qualche secondo dai cameramen, riuscendo anche in quel süpremo momento a coniugare finzione e arroganza; ma gliele avranno insegnate pure quelle, nei Boy Scout (visto che li ha citati pure nel suo discorsetto di dimissioni)? Chissà. 

Altrettanto impareggiabile, va detto, l'atteso teatrino dei vincitori. La "costituzione italiana" che Renzi voleva riformare, come sarà peraltro noto alle 14 persone che ancora leggono 'sto blog, non mi ha mai né entusiasmato, né sdilinquito o altro, e non sono mai riuscito a capire perché dovrebbe essere "la più bella del mondo" o, comunque, più bella di quella francese, o sudafricana, o del Suriname. Le "costituzioni" degli stati, generalmente, sono tutte la medesima zuppa di meravigliosi princìpi, di eguaglianze, di parità, di libertà e quant'altro; peccato che siano tutte quante carta straccia, fuffa nata da compromessi, da "assemblee costituenti", da gran giuristi per i quali "diritto" e "astrazione" hanno sempre fatto rima baciata. Però, vedere certi individui che ora fanno i "difensori della costituzione" è uno spettacolo assolutamente comico, e non lo dico perché i comici® sono oramai diventati parte integrante della politica istituzionale di questo paese.

Insomma: Morto un cazzaro, se ne farà un altro. Si passerà dal Cazzaro Fiorentino® al Cazzaro Genovese®, o al Cazzaro Milanese® (Milano, di cazzari, ne sforna a getto continuo). Dal cazzaro delle "riforme" con tutta la sua corte leopoldiana (aveva arruolato persino, nella sua kermesse, la donna sfregiata con l'acido e il medico dei profughi; ma si saranno resi conto a che cosa si sono prestati, e a quale scopo?), ai cazzari del populismo, delle "exit" e di tutto il resto. Cazzari che non aspettano altro che di "riformare" a loro volta, vale a dire di riformare il Nulla®. Ci attendono altri tsunami di Rinnovamenti, di Anti-Casta e via discorrendo, magari sulla scorta del Megacazzaro® che è andato di recente al potere negli Stati Chiave d'America battendo una congerie di altri cazzari che, peraltro, avevano recentemente ospitato in pompa magna il Cazzaro Fiorentino® e la sua corte alla Casa Bianca. 

Ci toccava vedere, ieri sera, uno come Renato Brunetta che sembrava, dai toni che praticava, appena sceso dalle montagne col fucile in mano, dopo avere eroicamente lottato per la libertà. Ci toccava vedere un nazista grassoccio e untuoso come Salvini che faceva il Costituzionòfilo®; il che, agghiacciantemente, forse la dice tutta sia sul suddetto, sia sulla "costituzione" stessa. E, più che altro, ci tocca eternamente vedere una "incazzatura popolare" che si traduce in matite (più o meno cancellabili), in urne, in cabine, in percentuali e in bandiere.

Dicono che, col voto di ieri, siano state "sconfitte" le tecnocrazie finanziarie nazionali e internazionali, e che i loro esecutori (come Renzi, ma ovviamente non solo lui) siano stati "spazzati via". Ora, vorrei fare una retorica domanda a tutti e tutte: ma ci credete veramente? Cioè, credete che un minus habens come Grillo, munito d'altrettanta corte fatta di giovanottine in tailleur e trentacinquenni dalla faccina pulita più o meno imbarbettata, abbia intenzione di prescindere dalle tecnocrazie eccetera? D'accordo, non ce lo vedete. Allora ci vedrete Salvini, ci vedrete Brunetta, ci vedrete tutti quelli delle ricettine semplici semplici, l'uscita dall'Euro, l' "exit" dall' "Europa" munita di immancabile prefisso e quant'altro. Insomma, dàài, ci vedrete tutta una serie di altri cazzari che non sarebbero capaci di uscire nemmeno da un cesso con la serratura guasta, figuriamoci da un sistema. Perché è quella, la paroletta che non si può nemmeno azzardare a pronunciare.

Dicono anche che, ieri, il "popolo" si sia rotto i coglioni di essere "trattato come merce".

Quando il "popolo" si incazza davvero, di essere trattato come merce, di solito però fa in un altro modo, o perlomeno faceva, in modi un po' diversi da un referendum del cazzo. Io non sarei così certo che il "popolo" abbia poi poi tutta questa gran voglia di non essere trattato come merce, quando la merce è ciò a cui aspira, ciò che fa la differenza, ciò che sta profondamente dentro la testa e che, oramai, impronta le vite di (quasi) tutti, le relazioni umane e sociali, l'esistenza fin dalla sua prima scintilla. I mercati, insomma. Dal Mercato, nessuno (o quasi) vuole uscire. Nessun "mercatexit". Meglio uscire dalle "unioni europee" e dalle "monete uniche"; pensate un po' se saltasse fuori qualcuno, invece, che vuole uscire fuori dal Denaro. La "soldexit". O qualcuno che vuole uscire fuori -ahhhhh, lo sto per dire!- dal Capitalismo®. 

Con cosa, con un referendum? Cambiando un cazzaro di destra di Firenze con un altro cazzaro di destra di Genova, di Milano, di Timbuctù, in un paese peraltro assolutamente marginale, e che riceve attenzione solo in quanto tassello, o ingranaggio? Se vi contentate, auguro a tutte e tutti un buon Cambio di Cazzaro®. Magari il prossimo, la vostra cara e bella costituzione, che oggi difende tanto accoratamente assieme alla Democrazìa® e alla Libertà®, ve la cambierà pure senza il referendum; ma tanto, su, confessate: non è che ve ne fregava granché, della Costituzione, del Senato, del "CNEL" e di quant'altro.

Ve ne fregava, e anche giustamente, di mandare a casa un arrogante pupazzetto, l'ennesimo imbonitore prodotto da una matrjoška di poteri, il solito riformatore innovatore di qualcosa che non può essere né riformato e né innovato, perché i suoi meccanismi sono sempre quelli. Ora soltanto con un po' di tecnologia di controllo in più, mettiamola così. Benissimo: lo avete, lo abbiamo mandato a casa, almeno per un po'. Nunc est bibendum. Domani è un altro giorno, e in questo domani sarete, saremo esattamente la stessa merce di prima, in attesa che Dio ci veda in un'altra cabina elettorale, prima o poi. O anche no.

Altre dimissioni, poi. Altre mogliettine, altre lacrimucce, altre "riforme". Terminerà anche la stagione del "populismo", e verrà chissà che cosa nel rimescolamento interno di qualcosa che non dovrebbe essere rimescolato, ma fatto esplodere. Costa carissimo, non essere più merce. Costa molto più del marchingegno elettronico, o del pranzo a strippapelle, o di qualsiasi oggetto e merce che ti accingi ad acquistare per il Natalino prossimo venturo. Costa molto di più anche della tua fame, autentica o finta, della fame che ti spinge a montare su un barcone o di quella che dichiari perché hai la "famiglia che non arriva a fine mese" o roba del genere. Costa troppo, e allora è meglio spedire a casa il Cazzaro Fiorentino®.

(*) Usuale definizione di Alessandra Daniele su "Carmilla Online". (ndr)

Post Scriptum:
Che goduria, però!
(e vabbè.)