lunedì 26 ottobre 2009

Imputato, alzatevi!


Un messo della Procura della Repubblica mi ha notificato oggi, dopo oltre 2 anni, che le indagini su di me (e su altri coimputati) sono concluse.

Sono quindi ufficialmente imputato di quanto segue, in base al procedimento n° 13754/07 istituito dal Pubblico Mi(ni)stero, dott. Ubaldo Nannucci:

PROCURA DELLA REPUBBLICA
FIRENZE
Sede di Viale Lavagnini 31

Procedimento n. 13754/o7

Il Pubblico Ministero
Visti gli atti del procedimento n. 13754/07
nei confronti di (...omissis...) I) VENTURI RICCARDO, nato a Firenze il 25.09.1963 a FIRENZE residente in FIRENZE, VIA TOZZI 3 (*) in ordine al reato di cui al foglio allegato

IMPUTATI:

del reato di cui all'art. 18 I parte e III co. TULPS per aver manifestato contro il divieto imposto dall'amministrazione comunale sull'esercizio abusivo di lavavetri, effettuando attività di volantinaggio nei confronti degli automobilisti seguita da attività di lavavetri, senza averne dato avviso almeno 3 giorni prima al Questore di Firenze (**).

Reato commesso in FIRENZE, piazza della Libertà, 28.08.2007

(*) Vecchio indirizzo, ancora non si sono aggiornati (ndr)
(**) Si noti che l'ordinanza anti-lavavetri dell'ex assessore Graziano Cioni, poi impantanatosi in ben altri guai giudiziari, era stata emessa la mattina dello stesso 28 agosto 2007. Come avremmo fatto a dare comunicazione di una manifestazione contro una data ordinanza tre giorni prima che fosse stata emessa, è un pubblico mistero.

Sono quindi stato, assieme ad altri cittadini, rinviato a giudizio per lavavetrismo abusivo.

In attesa del processo, che non promette affatto di essere quello "del secolo" ma, comunque, uno dei più ridicoli che siano mai stati istituiti in questa città (ed al quale presenzierò, ché un'occasione del genere non me la perderei per nessuna ragione al mondo), debbo fare alcune considerazioni.

1) Adoro un geniale lavavetri, non so originario di dove, che si è sistemato ad un semaforo cruciale della città, ma esattamente sul confine tra il territorio comunale fiorentino e quello di un altro comune. Quando vede passare un'auto dei vigili, anche se oramai l'ordinanza mediatica cioniana per la quale sono tratto davanti alla giustizia è "bucherellata" un po' ovunque (e l'assessore ha terminato ex abrupto la sua carriera politica ad un passo dal culmine, e bordancùlo!), fa un saltello (oplà) e si sposta nel territorio del'altro comune, continuando imperterrito a lavare i suoi vetri.

2) L'unico processo per violazione dell'ordinanza anti-lavavetri sarà istituito contro dei liberi cittadini italiani che stavano manifestando solidarietà a delle persone per lo più clandestine, prive di qualsiasi diritto giuridico a parte quello all'espulsione.

3) Qualche notazione (oh! qual termine queneliano!) sul viale Spartaco Lavagnini, da dove il dott. Nannucci Ubaldo mi manda a processo. Vi hanno sede anche un vecchio centro traduzioni per il quale ho lavorato, tenuto da una simpatica signora francese che tanti anni fa, mentre mi lamentavo con lei di certe mie pene d'amore, ebbe a dirmi con uno squisito accento transalpino: Ma basta Ricardò per la madonna! Io ho avuto tre mariti e scinque amonti, mi hanno sempre piontata e sono ancora viva e sto benissimo!; il notaio (anzi, la notaia) dalla quale ho firmato l'atto di acquisto per il parallelepipedo ipogeo dove abito attualmente e dove mi è stato notificato l'atto del Nannucci; e una bellissima Alfa Romeo Duetto giallo limone, che a suo tempo è già stata immortalata nel Treggia's Blog. Inoltre proprio stasera, nel viale Spartaco Lavagnini, ho rischiato di essere travolto, assieme a un'altra fila di macchine, nientepopodimeno che da una Lamborghini Diablo che circolava a circa 150 all'ora emettendo un boato avvertibile fin da Bologna. Possibile che si trattasse di uno dei famosi giovani banchieri russi che in questi giorni imperversano a Milano, Firenze e altre città, noleggiando fuoriserie, lanciandosi in corse sfrenate a gara e rimediando multe monstre e ritiri della patente. Mi ricordo che in piazza della Libertà, il 28 agosto 2007, c'era un anziano lavavetri russo al quale Cioni voleva sequestrare secchio e pulivetro. Indi per cui, i primi sono banchieri e il secondo è un extracomunitario. C'è Russia e Russia.

4) Alla lettura della sentenza, spero che il giudice mi rivolga la fatidica frase: "Imputato, alzatevi!" Al che mi sarò già premurato di alzarmi un minuto prima.

- Non posso, Vostro Onore!
- E perché?
- Perché son già ritto!